Olga Teksheva


Olga Teksheva lavora come textile artist e mixed-media artist, e si occupa anche delle installazioni tessili. Nata a Mosca nel 1973, si laurea in Storia dell'Arte presso l'Universita' Lomonosov di Mosca (1996) e in Disegno e Pittura presso Studio di Liudmila Ermolaeva (2006) e svolge attivita' di docente di Storia dell'arte, di Storia del Costume e di Storia della moda presso l'Istituto Nazionale del Design (Mosca, 2000 - 2008). Per prendere un diploma europeo in fashion e costume design, si trasferisce a Roma nel 2008 e nel 2012 si diploma presso Accademia di costume e di moda. Seguono delle diverse collaborazioni in qualita' di textile artist per le collezioni di alta moda (Cecilia Caramellino nel 2012, Buro Tkanei nel 2013), crea una collezione di wearable art per Urban Tales (2015) e collabora con BADURA by Aleksandra Badura (2016).

Dal 2015 comincia a sviluppare delle serie di opere mixed-media su tela (serie "Liquid Geometry", "Abandoned Garden") e su carta ("Textile Fish", "Architectural Fish", "Not So Black. Not So Square", "Art of Nature"). Nel 2017 si svolge la prima personale dell'artista "C'era una volta un pesce seduto su un albero" presso Villino Corsini a Villa Pamphili. Nello stesso anno comincia collaborazione con Pavart Roma e la curatrice Velia Littera che porta Olga a partecipare in una mostra collettiva "Flusso di linfa" presso Pavart Roma. Per questa mostra l'artista realizza la "Dancing Trees", un'installazione di fibre site-specific.

Dal 2018 l'artista sta lavorando a un nuovo grande progetto "Il ritorno al giardino abbandonato" (alcune installazioni tessili e di fibre di grandi dimensioni, delle sculture tessili, i quadri mixed-media su tela). L'anteprima di questo progetto sara' presentato durante RAW 2018 nella location dello studio Counterweave, insieme all'artista australiana Felicity Griffin Clark.

La scelta di lavorare con i tessuti e con le fibre viene dall'amore dell'artista per le tecniche tradizionali (il ricamo, il quilt, l'uncinetto, l'arrazzo) che oggi vanno viste come "artigianato", come una tradizione con delle regole rigide e insuperabili. Olga Teksheva cerca di rivisitare il concetto di arte tessile, mantenendo le tecniche tradizionali, ma allo stesso tempo "stravolgere" l'aspetto femminile o artigianale. Introdurre la liberta' di deformare, di giocare, di sperimentare. Cosi' un punto croce tradizionale diventa punto croce "pazzo" e irregolare, lo chiffon va strappato a lunghe strisce, lavorato all'uncinetto e sciolto al forno per ottenere delle forme surreali. La ricerca di texture e di colori che parte dalla natura (i sassi, le foglie, le conchiglie) si unisce alle emozioni e ai pensieri ispirati dalla storia di famiglia dell'artista o dalla storia dell'arte.

L'installazione
Un dettaglio della struttura tessile
Il bozzetto originale e il lavoro in corso per la scultura

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