Massimo Catalani


Massimo Catalani nasce a Roma, dove vive e lavora, nel 1960. Si laurea in Architettura nel 1988 e già nella rappresentazione del progetto di tesi sperimenta degli impasti pittorici al confine tra la pittura, il modellato e la muratura d’architettura. Nelle prime mostre collettive espone dei soggetti “irriverenti” per il mondo dell’arte e “riverenti” per il pubblico al fine di ricostruire un linguaggio condiviso: paste con le zucchine, carciofini romaneschi e trittici di peperoncini. Dal successo della sua prima mostra personale a Roma, segue una successione di mostre in tutta l’Italia e poi all'estero. Durante gli ultimi cinque anni, il riconoscimento del suo lavoro lo ha portato a presentare mostre in tutte le grandi città d’Europa, negli Stati Uniti, in Corea, Russia, Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Sud America. Le sue opere fanno parte d’importanti collezioni private e pubbliche.

Il Genius Loci dell'Acquedotto; 2018; cm.360x90; marmo di Carrara, pomice di Lipari, bianco di Spagna, sabbie vulcaniche e sali luminescenti su tavole; visione diurna
Senza Titolo; 2019; cm.252x185; sabbie vulcaniche dell'Isola d'Elba, di Trevignano, Catania, Stromboli e Ladispoli su tela di juta luminescente; visione diurna
The permanent character of architecture #1; 2019; cm.36x36; marmo di Carrara, pomice di Lipari, bianco di Spagna, sabbie vulcaniche e sali luminescenti su tavole; visione nottura
Il carattere permanente dell'architettura #5; 2019; cm.180x120; pittura acrilica su tela di juta luminescente

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