Come scrive Jacopo Suggi sui lavori di Giovanna Ingrascì " una sensazione di calma immota viene infusa nelle opere abitate da brulicanti folle
come se gli astanti fossero in attesa spasmodica ma quieta di un avvenimento, spesso manifestazione del divino o del soprannaturale"
Allo stesso modo le solitudini nelle opere di Evelina De Stefani rimandano ad una condizione umana di attesa

