Benedetta Galli - Attraversando Porta Nigra - presentazione del libro

testi di Mara Predicatori e Danilo Fiorucci - edizioni freemocco

Dal 2018 sto lavorando a questo progetto che ho chiamato Attraversando Porta Nigra, seguito da un indicazione di tempo: 2018, 2019, 2020, 2021. Questo per distinguere il mio lavoro, da Attraversando Porta Nigra, opera di Danilo Fiorucci del 1994. Il lavoro di Danilo Fiorucci è un busto in gesso su calco del proprio corpo, pensato su un’intuizione raccolta durante un viaggio a Trier, o Treviri, antico avamposto romano in terra germanica. La moderna Trier conserva il più grande monumento romano più a nord delle Alpi ed è ancora in ottimo stato di conservazione. Porta Nigra (dal latino: porta nera), è un edificio a più piani con ampi archi e numerose monofore; dal 1986 è inserito nel Patrimonio dell’umanità Unesco. Questa storia nella storia, insieme all’interesse che ho sempre manifestato per questa opera di Fiorucci, mi ha portato a pensare e ha realizzare alcune forme simili all’originale in gesso. Le prime forme in terracotta e ceramica sono state realizzate nel 2018. Tra queste, per il progetto Connessioni, ho scelto di lavorare su una in particolare: si tratta di “Attraversando Porta Nigra 2018” n.2, un calco in terracotta refrattaria che durante la cottura è esploso un diversi pezzi che si sono cotti riportando divergenze cromatiche. Nel marzo del 2020, avendo avuto cura di conservare ogni singolo frammento, ho potuto ricollocarli e ricostruire la forma. Nel mese di residenza a Mesia Space per il progetto Connessioni, ho stampato l’immagine di questa forma fratturata in scala di grigi, su un tessuto di grandi dimensioni, circa cm 200 x 450, utilizzato per la stampa delle bandiere. Ho ripercorso le saldature dei frammenti attraverso la foglia d’oro, per simulare in modo giocoso e ironico l’antica tecnica giapponese del kintsugi o kintsukuroi usata per la riparazione del vasellame. L’intenzione era di trasformare il momento dell’applicazione della foglia d’oro, in momenti performativi. Il lavoro durante le fasi di elaborazione era sospeso su un cavo teso all’interno della vetrina.

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