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Identità nascoste - Naïveté

Personale di Romana Rostolis - A cura di Valeria Cirone


IDENTITA' NASCOSTE

Personale di Romana Rostolis
A cura di Valeria Cirone

La cosa veramente difficile, e anche davvero incredibile, è rinunciare ad essere perfetti ed iniziare il lavoro di diventare se stessi.

Chi sono io? Quali sono i miei desideri e i miei bisogni? Che cosa cerco?

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è posto queste domande, trovando risposte più o meno soddisfacenti, cambiandole nelle diverse fasi evolutive o ricercando quelle più adatte e coerenti.

Quando ci poniamo di fronte ad una o più persone siamo disposti a rivelare alcune cose di noi, ma non altre, a dire cose che sappiamo e a tacerne altre.

Gli scatti di Romana ci guidano all’interno della nostra finestra emotiva, toccando aree pubbliche, cieche, private ed ignote.

L’area pubblica si riferisce a ciò che conosciamo di noi stessi e che anche gli altri conoscono, parte manifesta e in luce con cui ci mettiamo continuamente in gioco, sia negli aspetti positivi sia in quelli negativi. L’area cieca si riferisce a tutto ciò che di noi non conosciamo ma che è noto alle altre persone, quest’area è molto importante perché ci pone di fronte a ciò che gli altri vedono di noi, che osservano nel nostro comportamento e nei nostri modi di fare. L’area privata si riferisce a ciò che conosciamo di noi ma che gli altri non conoscono, portare l’attenzione su tali aspetti ci consente di riflettere su ciò che vogliamo veramente nascondere e da che cosa ci difendiamo.

L’occhio attento, scrupoloso ed empatico di Romana indagherà soprattutto l’ignoto, area che contiene aspetti totalmente sconosciuti, a noi stessi e agli altri.

In quest’area si collocano gli strati più profondi della nostra persona, per la maggior parte inconsci. Portare alla luce alcuni di questi aspetti permette di conoscere nuove parti di sé, entrare in contatto con risorse mai esplorate o prendere consapevolezza di cliché emotivi che mettiamo in atto e riportiamo nelle nostre relazioni.

Quello che spesso capita è che ci troviamo a riflettere su parti di noi mai esplorate, o lasciate da parte, o nascoste per paura del giudizio dell’altro.
Questo può spaventare, come un po’ spaventa chiedersi chi siamo e che cosa desideriamo veramente nella nostra vita. Conoscersi può essere spaventoso, ma è anche il viaggio più sorprendente che possiamo intraprendere, alla ricerca di parti di noi ormai vecchie e da salutare o meraviglie e risorse ancora da scoprire.

Valeria Cirone