Dall’arte ideologica all’arte globale

Mostra collettiva

L’esposizione prende l’avvio dall’opera di Ennio Calabria, dal titolo Enrico Berliguer. Un ritratto del capo storico dei comunisti italiani, che suscitò accese discussioni per l’irriverenza con cui Calabria aveva rappresentato il personaggio. L’opera, rivista a distanza di tempo, non pone altro che in rilievo la figura di un uomo in cammino , aperto agli altri e al raggiungimento degli ideali da realizzare. Dialogano con Calabria i lavori di Giosetta Fioroni, di Achille Perilli e Achille Pace,  per sottolineare il distacco dall’arte ideologica verso i nuovi linguaggi astratti dell’arte italiana. Dall’informale e concettuale di Achille Pace, dove il filo diventa materia e simbolo  di un viaggio dentro se stessi e verso lo spazio infinito dell’invisibile, si passa all’arte globalizzata delle nuove generazioni  nelle opere di  Francesco Di Tillo, Tancredi Fornasetti, Stefano Gentile, Krzysztof Bil, Antonio La Colla, Flavio Tiberio Petricca. Le specifiche realtà pittoriche, che avevano caratterizzato gli artisti precedenti, sono superate  per dar voce ai linguaggi di un’arte diventata globalizzata, legata alle nuove tecnologie comunicative. La rassegna si chiude con gli acrilici di Fabio Milani e con il suo enigma della strada ferrata.

Testo e mostra a cura di Maria Elvira Ciusa

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