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DaSca

Mostra personale di scultura di Daniela Scaccia a cura di Annalisa Perriello


Venerdì 30 Ottobre presso la galleria d’arte Medina Roma via Angelo Poliziano 36 “DaSca” mostra personale dell’artista Daniela Scaccia- in arte Dasca- a cura di Annalisa Perriello. La mostra è visitabile dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Dalle 17:30 appuntamento in galleria con l’artista e con la curatrice.

L'arte di DaSca è un'indagine sulle varie possibilità di forma e materia. Utilizza diversi materiali, per lo più ceramica e bronzo, con cui crea surreali figure che si aggrovigliano nello spazio. Un’arte sempre tesa alla ricerca dell’equilibrio tra parti contrastanti: la materia si alterna in un gioco di superfici tra  pieni  e vuoti, tra classicismo e anticlassicismo. DaSca usa l'arte come pretesto per sollecitare riflessione ed introspezione, per esplorare nuove forme di convivenza, tra il sé e il sé e tra il sé e l'altro. 

Nelle sculture in bronzo esprime valori più intimi, legati alle sue esperienze personali. L'artista utilizza forme antropomorfe, più riconducibili alla figura umana, che esplicitano inequivocabilmente il  senso più profondo della sua ricerca: l’uomo e il suo stare nel mondo.

Nei Divertissement , spesso di piccole dimensioni, abbandona ogni riferimento al sociale. Rientrano in una produzione più "leggera", che nasce dal gusto di sperimentare e giocare con i colori e la materia: emergono così forme complesse e dalle cromie vivaci. Qui Dasca si diverte a sperimentare anche il dripping pollockiano, creando un distacco con l'oggetto scultoreo che sottolinea maggiormente l’aspetto apparentemente ludico del messaggio.

Spesso le opere scaturiscono dal bisogno di dar voce ai propri pensieri, al proprio vissuto, in altre sembra riflettere su problematiche più universali.  DaSca vive l’arte come una necessità spirituale o filosofica che muove da temi antichi e "fuori moda" : l'opera deve farci interrogare, deve essere introspezione; farci pensare di nuovo "chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo".  



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