Leonardo Caprio Paleocrio

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L’opera di Paleocrio è il frutto di una complessa sintesi tra simbolismo, materia viva e tradizione, da intendersi nel più esoterico ed intimo dei modi possibili.

Quando parliamo di un simbolo impattiamo contro uno scoglio di contraddizioni e di paradossi, che sono poi, quando non compresi,
trappole escatologiche organizzate dall’inconscio. Non possedendo strumenti alternativi, l’arte, nella sua limitata spinta all’utilitarismo
rende afferrabile l’enigma dei simboli attraverso la percezione sensoriale, che non è ne sarà mai confinata al semplice guardare.
Essendo tangibile, proprio come un trauma esterno, l’arte catalizza il dolore, ne mostra il senso e ne rende utile il travaglio. Il trauma
occulto, però, compare nei simboli - vettore supremo - capaci di svelare la radice arcana e sicuramente collettiva della più profonda
sofferenza umana.

L’Arte, dunque, ci raggiunge in “estensione” conducendoci al piacere. Il Simbolismo in Essa celato raccoglie con lucidità ogni dolore
perché possa essere visto, compreso e reso, forse, vano.
Questo legame tra arte, dolore e speranza di superamento, sintetizzato nel simbolo, trova espressione anche nelle parole del testo in
catalogo, che il professore Leonardo Mendolicchio, Psichiatra esperto di DCA, dedica all’artista: «L’arte non è tale se non provoca il tempo
che rappresenta, l’arte deve necessariamente essere lo strumento per osservare il mondo in cui viviamo da una “prospettiva” inedita. Nel
pieno di Paleocrio, infatti c'è una differenza rispetto al “troppo” della società dei consumi, mentre la prima dispensa “oggetti” di consumo, il nostro artista invece, ci regala simboli puri. Qual è il potere del “simbolo” che trova nell'arte il più sublime dei veicoli? La capacità di
donare significati senza mai saziare le persone. Il simbolo nutre senza soffocare, senza rimpinzare, senza saturare. Il simbolo nell'arte
tutt'al più rilancia ad un “altrove” che tiene l’individuo sospeso in un interrogativo che vivifica anziché obnubilare come farebbe l'oggetto di consumo.»

Paleocrio, dopo aver esposto all'estero, ha presentato le sue opere a marzo 2021 a Roma. Produzione ComediArting, curatore Francesca Anfosso.